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domenica 31 maggio 2009

RICORDI


domenica 31 maggio 2009




NON DIMENTICHERO’ MAI
QUEL MATTINO DI MAGGIO
TIEPIDO DI SOLE
DAVANTI A CASA TUA
AVEVI UN BEL VISINO
FRESCO COME LA RUGIADA
DI UNA PRINCIPESSA
MA GLI OCCHI SCURI
TROPPO SCURI
HO CAPITO SUBITO
HO INTUITO
CHE LA TUA BESTIA NERA
SI ERA SLEGATA
MA NON SAPEVO
NON POTEVO IMMAGINARE
FINO A CHE PUNTO
HAI MENTITO SENZA RAGIONE
E TE NE SEI ANDATA
SENZA SALUTARE
HAI CERCATO DI UCCIDERMI
SENZA RIUSCIRCI
HAI TAGLIATO IL FILO
DELLA PAROLA DEL DIALOGO
E DEL RAPPORTO
NON SAI NEANCHE PERCHE’
L’HAI FATTO O FORSE SI
E LO RESTITUIRAI
UN GIORNO AL TUO CREATORE
ERO PRONTO A MORIRE PER TE
MA NON IN QUEL MODO
AVREI PREFERITO
UN COLPO DI PISTOLA
ANCHE PERCHE’ IL MALE
BISOGNA FARLO BENE
E FINO IN FONDO
SENZA LASCIARE
FERITE
O SOPRAVVIVENZE INUTILI

venerdì 29 maggio 2009

L'ultimo dei Figli dei Fiori


La generazione Peace and Love anni 50-60 ha generato i figli dei Figli dei Fiori.
Non vestono più, come per i figli dei fiori, i "Flower Children", ovvero gli aderenti al movimento hippie, vestiti decorati con fiori o vivacissime stoffe dai colori vivi, i figli dei Figli dei Fiori preferiscono le griffe, gli abiti firmati. "Gli hippy avevano proprio ragione”. È ironico dal bisogno di energia pulita al desiderio di coltivazioni biologiche, dal parto naturale alla medicina alternativa, tutto era stato già “teorizzato” dai figli dei fiori, ma poi nulla è avvenuto se non in forma embrionale. Esistono ancora oggi signori cinquantenni barba e capelli lunghi come ogni hippy che si rispetti, con in testa l'idea della community "L'HYPPIE è DIVENTATO IMPRENDIITORE " ha trasformato la comune in un’oasi ecologica all’interno "di un parco",sulle rive di un fiume, sulle colline… da loro non ci sono telefoni né televisori ma solo computer portatili perché consumano poco, non fa uso di energia elettrica bensì di pannelli solari. Quasi tutti i residenti di queste comune coltivano un orto ma non solo: la fattoria produce e distribuisce anche moltissimi prodotti ecologici, queste farm sono ormai dapertutto, anche in Italia. Ma c'è una differenza.

I loro ideali di pace e libertà gli slogan quali "Mettete dei fiori nei vostri cannoni" e "Fate l'amore, non la guerra", che risuonavano in maniera evidente nel periodo della guerra del Vietnam, si sono trasformati in "vivi e lascia vivere" rivolto ai loro genitori, ma dammi comunque i soldi. Non cercano più la libertà i trentenni di oggi, quella ricerca sfrenata della vera totale libertà che era il significato insito nel loro stile di vita. Woodstock, Summer of Love, People's Park sono tutti ricordi legati ai nostalgici di quel periodo, Peace and Love è diventato oggi, con il conflitto per ognidove, Hate and War. Non torneranno mai più di moda i Figli dei Fiori. Chi scrive, Sagittario, Ascendente Ariete, Sole e Venere in IX casa, ha navigato attraverso quel periodo, avevo 18 anni, sono sopravvissuto a tutto e tutti, quando quasi tutti i miei coetanei, i mei amici, salvo pochi, persino i membri del complesso in cui suonavo, sono morti. Io stesso ho avuto già per tre volte la morte davanti. Ma sono sopravvissuto. Forse perchè il Sagittario tutto sommato è un combattente, un reduce, un viandante, come l'ultimo dei Mohicani, come la carta del Bagatto, come il saltibanco, il ménétriers . Quando dialogo con i miei amici-clienti guardo subito la componenete Sagittariana di un Tema Natale, per capire che tipo di affinità ci può essere sui viaggi, sull'avventura, sul senso filosofico della vita. Gli indicatori dei valori Sagittariani sono in sostanza tre:
Ascendente Sagittario od in un Segno di Fuoco, Sole e Venere in Sagittario, Sole, Venere o Giove in IX casa. Queste sono le energie del viandante, del sopravvissuto, di colui che si è divertito, anche in un mare di guai, e ha attraversato Scilla e Cariddi. Che crede in qualcosa, che vede il viaggio nella sua forma terapeutica, l'antidoto naturale all'angoscia della vita moderna. Quando negli anni '60 il Prof. Luigi Negri, esimio Latinista del Liceo di Chiavari, racccontava, a noi adolescenti alle prime esperienze, con le parole di Omero la storia di Odisseo, sentivo già che questa mi apparteneva, che il suo mondo era anche il mio in qualche modo. Poi ho viaggiato, Brasile, Argentina, Messico, Stati Uniti, Europa. Ho viaggiato continuamente e viaggerò ancora, perchè la vita è un viaggio.

giovedì 28 maggio 2009

NESSUNO TORNA A CASA


Il ritorno a casa di Ulisse-Odisseo, colui che odia, è un viaggio senza fine.
Non c'è odio senza amore. Il Sagittario in quanto "viaggiatore" è il primo segno, inteso come seme della ribellione, a cercare di risolvere questo dilemma creatosi nell'essere umano, che poi troverà la sua realizzazione drammatica nei Pesci. Odisseo è infatti una perfetta metafora delle condizioni umane, alle prese con un destino spesso avverso, ma mai rassegnato, il dilemma è:

"Amare o odiare?". Quale è la radice più forte?

Scrive Osho nato sotto il Segno del Sagittario:
"L'amore è fine a se stesso, e nell'amore non c'è più ego. Quando siete senza ego, c'è amore. Allora potete dare senza chiedere in cambio niente. date perché dare è bellissimo, dividete perché dividere è stupendo ...

(Osho, Il seme della ribellione, Vol. I, p. 91, Re Nudo Ed. 1979)

Allora, Odisseo è Nessuno (così in greco), e come nessuno è invisibile. Odisseo è invisibile. Non c'è chi parli poco o chi parli molto ...quando si è Nessuno.
Odisseo è, senza alcun dubbio, il viaggiatore più importante della mitologia greca, in quanto antieroe, il più normale dei personaggi del suo tempo, amato da Athena, la Dea dell'Intelligenza Femminile. Quando Calipso gli offre di renderlo immortale e senza età sceglie il sentiero comune: “No, non sono un Dio, perché paragonarmi agli immortali?
Calipso è immortale ma poiché è isolata, la sua eterna giovinezza non ha più alcuna funzione. Odisseo è da 5 anni che è presso di lei e nessuno sa se egli è vivo o morto. E' un morto-vivente, altra situazione tipica del Sagittario. La situazione di morte di fatto cui la distanza di Odisseo è equiparata, è la conseguenza della permanenza presso Calipso. Malgrado l’immortalità promessa, Odisseo rifiuta perché gli uomini vogliono l’eterna giovinezza degli dei dell’Olimpo, signori della vita. Se Odisseo avesse accettato, si sarebbe trovato ad essere immortale ma relegato in eterno in un luogo sperduto che nessuno sa dove sia. Ed il Sagittario vuol stare "in nessun luogo". Per Odisseo è meglio la morte che essere confinati nel limbo di non – vita di Calipso. Odisseo, allora, riparte e.... giunge nell’isola dei Feaci.

Al contrario di Achille, personaggio principale dell'Iliade, che agisce dominato dagli istinti primordiali (l'Ira in particolare), Ulisse invece (uomo dal multiforme ingegno) ricorre sovente a stratagemmi e ai suoi molteplici talenti (è in grado di costruirsi una barca sull'isola di Calipso o di fare il cantastorie presso i Feaci, ad esempio)ha come unico obbiettivo quello di muoversi, da un posto all'altro, da una illusione all'altra.

Il Sagittario condivide con Ulisse le seguenti caratteristiche della figura mitica a cui appartengono altri come Attis, Adone, Ippolito, Bellerofonte, Icaro, Giasone, ma anche Horus, Ermes e Dioniso, ed in tempi moderni Osho, Jim Belushi, Jim Morrison, Janis Joplin, Baudelaire:

l’essere ferito (ipocondria, ferite alle mani, ai piedi, ai polmoni, il sanguinare)

l’ascensionismo (verticalità) l'ascesi e la Gnosi (amore per la conoscenza)

l’estetismo (figli dei fiori, Giacinto, Narciso)

l’inclinazione al fuoco e all’acqua (Icaro)

l’essere fuori dal tempo (incapacità di entrare nel tempo, di invecchiare, o uno strano interesse per ciò che è antico

l’autodistruttività (il desiderio di fallire, di cadere, di morire)

l’amoralità o l’ipermoralità (Giove)

una esagerata costellazione parentale (famiglia allargata) .

Ma essendo il Sagittario un segno doppio e bicorporeo condivide anche le caratteristiche prettamente Saturnine;

la ferrea determinazione del ritorno a casa, simbologia del Sagittario nel ricongiungimento Sole-Luna, l'anima che ritorna al suo Creatore

la valutazione del tempo, del lavoro, dell’ordine, dei limiti

l’apprendere

la storia

la continuità

il sopravvivere e il resistere.

IL Sagittario fugge, fugge sempre. Per sfuggire è spinto a ricercare, a domandare, a viaggiare, a inseguire, a trasgredire ogni limite. E’ uno spirito inquieto “senza dimora sulla terra”, è sempre in arrivo da qualche luogo e in partenza per qualche altro, sempre però di passaggio. Il suo eros è mosso da un desiderio irrefrenabile, pothos, una libido effrenata che a volte lo porta al naufragio.

Il Sagittario è lo stupratore, ma con dolcezza. Pare che Ulisse abbia avuto rapporti differenziati con tante figure di donne e molte Dee, rapporti che propiziarono il suo viaggio, rendendo possibile la sua sopravvivenza.
ad esempio Dea = Atena; Amante = Calipso; Divoratrice = Scilla e Cariddi; Incantatrice = Circe; Madre e Figlia = Aretea e Nausicaa; Madre Personale = Anticlea; Salvatrice = Ino; Seduttrice = Le Sirene; Nutrice = Euriclea; Moglie = Penelope. Con ciascuna di queste figure Ulisse (Giove) l'essere uomo di Ulisse trova un modo individuale di entrare in rapporto, di amare e di essere favorito delle donne.

E’ difficile indicare una di queste figure come la più significativa: “Egli riconobbe tutte queste donne”, conclude il libro 22 dell’Odissea…
L'archetipo di Ulisse-Sagittario è così universale da potersi incarnare in tutte le epoche e sotto tutte le latitudini, e la sua prova è quella di Scilla e Cariddi, la vittoria sui mostri che popolano il subconscio umano. La notte della mente. Il sonno della ragione popolato dai mostri, in questo Odisseo è umano, troppo umano.
"Vous êtes embarqués”. Con questa vertiginosa metafora, Pascal nei Pensées ha rappresentato la scommessa del pensiero e dell’esistenza. Perché, certo, il mare e la sua navigazione sono origine ed immagine dell’amore per la conoscenza di colui che non ha radice terranea e trova nel viaggio il proprio gesto di fondazione. Del resto la sua storia è la storia di un viaggio in terra straniera simile a un passaggio necessario per far ritorno a casa. È in questo esodo dalla propria casa (e nel suo nostos) che si incarna e vive il mito di Ulisse e dell'anima peregrina che incarnatasi deve far ritorno a casa. Qualsiasi Mediterraneo attraversi. Questa nostalgia Sagittariana che si ritrova anche in Gabriele D'Annunzio:

Pastori
Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?
(Gabriele D’Annunzio)

martedì 26 maggio 2009

IL FUOCO ED IL LOGOS DELL’ANIMA




Eraclito, vissuto ad Efeso tra il VI e il V secolo a.C., è il filosofo del divenire, il filosofo del Fuoco:
“ Il fulmine governa ogni cosa",
Nella storia del pensiero nessuno fu più grande di Eraclito di Efeso, l’iniziatore del pensiero filosofico, l’oscuro che parlava ai pochi risvegliati del Logos, degli Archetipi della Terra, Acqua, Aria e Fuoco, considerando comunque che la maggior parte della “gente” è dormiente. È un principio quello dell’Uno, il Fuoco, a cui Eraclito attribuisce la vera intelligenza che non si ferma ai dettagli ma coglie il principio unificatore, intelligenza, il logos, la legge universale che governa la realtà, nel quale la lotta degli opposti diventa razionalità e armonia. Come in musica. La Musica dell Sfere.
La ricerca della verità sta quindi nel cogliere ed intendere il logos comune a tutte le cose: l'importante non è la quantità delle conoscenze, ma il coglimento del principio del divenire; egli biasima così i filosofi che lo hanno preceduto, interessati alla ricerca della verità nella molteplicità delle cose e non nel principio razionale che governa il cosmo.
Alla base del pensiero filosofico di Eraclito c’è la contrapposizione fra la mentalità degli uomini comuni, i dormienti appunto, e i sommi filosofi, che rappresentano i “risvegliati” gli svegli, ossia quelle persone, che, andando oltre le apparenze, sanno cogliere il senso intrinseco delle cose. Eraclito intende per filosofi tutti quelli che sanno indagare a fondo la loro anima, che, come Freud ha confermato per l’Inconscio profondo, è allargato, senza dimensione né tempo, ed essendo illimitato, offre all’interrogando la possibilità di una ricerca altrettanto infinita. Il pensiero eracliteo è aristocratico, quindi, in quanto Eraclito definisce la maggioranza degli uomini superficiali, poiché tendono a dormire in un sonno mentale profondo che non permette loro di comprendere le leggi autentiche del mondo circostante. Eraclito infatti paragonava gli uomini dormienti agli animali poiché apprezzano di più il letame che le cose preziose.


«Eraclito seppe che l’Uno è eterno e spirituale: poiché solo ciò che è corporeo diviene eternamente e scorre
"Tutte le cose sono uno scambio di fuoco, e il fuoco uno scambio di tute le cose". Il fuoco è l'elemento mobile e distruttore per eccellenza, che incarna meglio l'idea eraclitea della realtà come continua mutazione.
L’astrologia, lo strumento conoscitivo che permette di armonizzare i contrari, e di interpretare il Divenire, pone il Fuoco al primo posto (è Ariete, l’equinozio di Primavera e quindi la Scintille divina, Dio nell'uomo) all’inizio di tutte le cose. Negli altri due segni il Fuoco diventa Leone e Sagittario. Nel Leone il Fuoco diventa personalizzato, rissoso, orgoglioso della propria umanità (o bestialità a seconda dei casi) , nel Sagittario diventa il Foco Filosofico, il logos, la parola del divenire ,il riconoscere la contemporaneità dell’aspetto animale e divino che c’è in ogni manifestazione umana. Il Fuoco della Passione governa anche i rapporti amorosi terreni come attrazione, orgoglio, conoscenza dell’altro, diverso dal Sé.
Per capire il Fuoco bisogna guardare al suo opposto, l’Aria… il Fuoco è l’Amore Cosmico, l’Aria, che gli si oppone è l’elemento discriminatore della Mente Umana..L’emozione, che è il successivo Segno d Acqua, si attiene sia all’uno che all’altra dimensione. La Terra quadra il Fuoco perché da esso viene divorata, nella legge del divinire tutte le cose terrene sono destinate a sparire consumate e purificate dal Fuoco dell’Eterno Divenire. .

PANEGIRICO SUL FUOCO
"Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo lógos".

Il fuoco come fenomeno non ha la stessa intensità del fuoco come sostanza. Il fuoco come fenomeno può diminuire di forza, di intensità, e dal suo raffreddamento (temporaneo) possono scaturire nuove forme di vita.

Il fuoco come fenomeno è una manifestazione energetica del fuoco come sostanza: tutto dovrà tornare ll'originaria esplosione cosmica.

In principio infatti era non il logos, che è un principio intellettuale (gnostico), ma il fuoco, che è energia primordiale, pura forza della passione, dell'istinto creativo, l'assoluta spontaneità del pathos pervasivo (questa forza è rimasta, negli esseri umani delle civiltà, solo nel rapporto sessuale, in forma embrionale).

In principio era il crepitio d'una fiamma perenne, che brucia di virtù propria, come per una sorta di autocombustione, e che tutto riscalda, inclusa l'antimateria e l'immateriale.

L'energheia del fuoco, la sua dynamis, è data dalla passione creativa e riproduttiva, una sorta di amore assoluto, totale, sconfinato, un fuoco rovente che brucia ogni resistenza e sprigiona ogni benessere.

All'inizio dell'universo deve esserci stata una fonte di calore di grandezza infinita, di profondità incommensurabile, di cui abbiamo soltanto un pallido esempio nella potenza nucleare e magnetica del sole.

CURIOSITA’
Eraclito non ebbe mai buoni rapporti con l'acqua; una volta, quando aveva dieci anni, il padre lo costrinse a immergersi in un fiume e quel giorno bevve molta acqua; dopo questo primo contatto traumatico, Eraclito nutrì sempre un odio profondo per l'acqua, scagliandosi contro di lei nel suo trattato sulla Natura (dove scrisse che gli uomini diventavano stupidi quando nella loro anima c'era più acqua che fuoco e che un'anima muore quando si allaga); ma il destino ha molta più fantasia di noi e ironia della sorte Eraclito morì proprio a causa dell'acqua. Infatti durante l'eremitaggio sui monti si ammalò di idropisia e fu costretto a tornare in città dove venne visitato dai medici. Eraclito chiese ai medici se fossero stati capaci di trasformare una inondazione in siccità, alludendo alla sua malattia. I medici non capirono e vennero di conseguenza cacciati da Eraclito. Eraclito si rivolse allora a un ciarlatano che gli consigliò di immergersi nel letame perché il calore avrebbe fatto evaporare l'acqua in eccesso nel suo corpo facendolo quindi guarire. Ma non andò bene come sperato: infatti i cani di Eraclito non riconobbero il loro padrone (interamente coperto di escrementi) e lo sbranarono, causando la sua morte.

domenica 24 maggio 2009

LA CARTA DELL'APPESO



Il simbolismo della 12ma carta dei Tarocchi, l'Appeso, ha un valore universale, una simbologia comune, derivata direttamente dai concetti archetipici del pensiero magico. Un tarocco altamente significativo (il primo della seconda serie di undici) sia dal punto di vista esoterico e meditazionale, altrettanto valido per la pratica della cartomanzia e della divinazione.


L' IMPICCATO o APPESO detto anche TRADITORE


XII - L'APPESO

E' la raffigurazione di un uomo appeso per una gamba a testa in giù e con le braccia legate dietro alla schiena in una posizione che gli impedisce qualsiasi movimento: tutto ciò ad indicare l'ineluttabilità di alcuni eventi e la necessità di affrontarli. Dalle tasche dell'uomo cadono delle monete, ad indicare che nell'avvio del nuovo percorso spirituale la materia non avrà più alcuna importanza. Il percorso dell'iniziato, ora, propone un bivio: da una parte la trasformazione e l'elevazione e dall'altra la morte.

I TAROCCHI: strumenti di CONOSCENZA

I Tarocchi (i 22 Arcani Maggiori) sono una raccolta di simboli o meglio una versione abbastanza recente di tale raccolta, dei quali l’umanità si serviva quando ancora non aveva inventato il linguaggio scritto. Ed i simboli per dirla come Wirth, Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell'ottocento e i primi del novecento, famoso e celebre occultista, affiliato alle principali società segrete, Ordo Ab Chaos,a d esempio:

“…sono "una finestra aperta sull’infinito".

"Quando si riesce a farli parlare, superano in eloquenza qualunque discorso, poiché permettono di ritrovare la Parola perduta, cioè l’eterno pensiero vivente del quale sono l’espressione enigmistica".

e più specificatamente:

“l’Appeso è inattivo e impotente nel corpo, perché la sua anima si è liberata per avvolgere l’organismo fisico in una atmosfera sottile, dove si riflettono le radiazioni spirituali più pure”.

I tarocchi sono anche un gioco. Un gioco, però, che ci ha tramandato dei simboli nei quali concentrata una saggezza antica e misteriosa. Sono immagini emblematiche che vengono dal profondo, così piene di colori, di figure e di numeri.

Sono un’eredità anonima, travestita con vesti medioevali, sopravvissuta perché nascosta sotto forma di un gioco innocente, capace, però, di risvegliare qualcosa in noi.

I Tarocchi sembrano parlare solo a chi è pronto, a chi ha imparato a comprenderli, a chi riesce a guardare al di là delle forme. Questo perché i Tarocchi sono un mezzo di comunicazione, un modo di comunicare tra noi e l’Essere quasi un catalizzatore di saggezza dell’umanità che sembra testimoniare che l’età dell’oro è davvero esistita.

C’era una volta in cui gli uomini erano in sintonia con la natura e ne conoscevano i segreti.

Certo, secondo il concetto moderno di Scienza, tutto ciò non è "scientifico", ma cosa vuol dire allora la preghiera così in cielo come in terra? La scienza si è politicizzata, usa mezzi politici per imporsi. L'esoterismo non ha bisogno di questo perchè si basa su leggi universali.

Ciò che è in Alto è come ciò che è in Basso, e ciò che è in Basso è come ciò che è in Alto, per fare il Miracolo della Cosa Unica ci ha tramandato Ermete Trismegisto.

Sì, forse tutto questo non è, secondo l’accezione moderna del termine, "scientifico", ma piace perché parla direttamente al cuore.

Nonostante la Carta abbia un'apparenza tragica l’Appeso sorride, è in vacanza, non fa più il giocoliere, si lascia guidare dagli eventi, non si oppone ad essi.
E’ una figura estremamente strana, come lo sono coloro che appartengono al segno dei Pesci, che non è impiccata come normalmente si crede, ma è appeso cioè come uno che si lascia andare agli eventi senza opporsi.


Fra l’altro si libera la sua ricchezza, perché ha dei soldi, dell’oro che esce dalle tasche, come se quello che fosse nascosto in sé improvvisamente si manifestasse per il fatto stesso di appendersi.

Poi nella carta dell’Appeso c’è una cosa molto strana; viene proposto un simbolo fatto da un triangolo e da una croce. Chi ha presente l’appeso ricorda che ha una posizione strana; è singolare che uno venga appeso per una gamba sola e che l’altra gamba sia a croce. In realtà è una croce sopra a un triangolo che simboleggia l’acqua. Praticamente sono i quattro elementi che predominano e che possono essere padroneggiati solo se uno si abbandona al flusso dell’acqua, infatti è legata al segno astrologico dei Pesci ed al pianeta Nettuno, l'ottava superiore della Luna.


Sin dall’antichità era nota agli astrologi la massima " il saggio governa le proprie stelle, il folle gli obbedisce". Indica un percorso di spirituale radicata sul rifiuto, o, per meglio dire, sulla messa tra parentesi del mondo-della-vita per un più che vivere, il dominio della sfera del sacro.


L’Appeso è evidentemente simbolo del Dio-uomo, che muore e risorge, con riferimento sia a Gesù Cristo che ad alcune divinità pagane, protagoniste degli antichi misteri, come Dioniso-Zagreus o Attis. Dei associati alla vita vegetale, all’eterno avvicendamento delle stagioni, ma anche ad una concezione esoterica che verte sul tema della resurrezione dell’anima dopo la morte, secondo quello che è il messaggio dell’Orfismo.

Ma forse l’Appeso non è del tutto identificabile con il Dio-Uomo, ma con l’uomo che fa di Dio la sua massima aspirazione, il suo eterno punto di riferimento. l’Appeso è un viaggiatore, ma i luoghi del suo errare non riguardano la realtà spazio-temporale, la dimensione fisica, bensì la dimensione metafisica, entro cui si muove con la sola forza dell’anima, delle energie immateriali che i mistici e gli asceti sono in grado di dominare perfettamente.

L’Appeso identifica la condizione del Mistico, non dell’Iniziato. Innanzitutto perché rigetta la terra, in quanto pazzamente innamorato del Cielo, di quell’ Altrove infinito a cui il suo cuore estatico aspira fino allo struggimento.

L’Appeso è quell’asceta che fa della rinuncia passiva una bandiera di spiritualità e ricerca interiore; è l’eroe di una fede intima e misteriosa, lontana da ogni esibizione o speculazione, e consapevole fino alla follia – alla santa follia – del carattere vano e contingente della realtà terrena, proprio quella frattura tra Reale e Metafisico che nell’antichità gli esseri umani non avevano in quanto vivevano in un mondo in cui non vi era separazione tra "magico" e "scientifico", la scienza stessa era una Scienza Sacra, e racchiudeva in sé tutto il sapere di cui gli uomini erano in possesso, un sapere in cui realtà fisica e realtà immateriale si fondevano. La natura stessa era concepita come estensione e manifestazione simbolica dell’universo divino, e lo studio dei fenomeni naturali era interconnesso con la ricerca metafisica. Finché in quello che oggi noi chiamiamo Occidente, all’incirca nel VI – V secolo avanti Cristo, si verificò tale frattura.

Il numero dodici esprime il passaggio dai tre mondi attraverso i quattro elementi: 3 x 4 = 12, con un movimento stagionale nel cammino solare, musicale nell'armonia di sette note e cinque semitoni, mitico nelle dodici fatiche d'Ercole che svelano il pesante lavoro che l'ImpiccatoIniziato deve compiere su di sé in quel laboratorio alchemico che è la vita stessa. Quest'uomo appeso per una gamba è forse un criminale punito? Oppure è Gesù in persona sulla croce? Forse è il dio Odino, che restò appeso al sacro albero del frassino per nove notti (o nove mesi prima nascere) e poi dovette sacrificare un occhio. Potrebbe anche essere Ulisse legato all'albero della nave, che resiste al dolce canto delle sirene. Chiunque sia, è qualcuno che si è messo i piedi al posto della testa, proprio come Dante, che per lasciare l'inferno dovette rovesciare se stesso al centro della terra... alchimisti esprimevano questo processo col simbolo dello zolfo rovesciato. In certi mazzi l'appeso, così sottosopra, lascia cadere dalle tasche tutte le monete d'oro che possedeva: così fecero i dodici apostoli o i dodici cavalieri in cerca del Santo Graal. Come disse anche Gesù: "lascia tutto ciò che hai e seguimi".

SENTENZA: PRENDI OGNI GIORNO LA TUA CROCE.

VALORE ASTROLOGICO: PESCI NETTUNO
Segno di ascesi lenta e solitaria verso una vetta spirituale, oppure seguendo ambizioni personali e materiali. Senso del sacrificio che leviga come un cristallo o che rende insensibili e glaciali.

Debbono i saggi adattarsi alla loro sorte.
Si deve purtroppo restare "fra color che son sospesi" tra lavita materiale che è illusoria (Maya) e la vera Vita, che è quella spirituale..
Si tratta di accettare un sacrificio, di alimentare lo spirito non facendosi soffocare dalla materia, di rinunciare a qualche vantaggio momentaneo per un bene più grande ma apparentemente poco chiaro. Sia la fatica sia i frutti sono qui inevitabili, in quanto le cose si svolgono ormai "per forza maggiore", ed è inevitabile "lasciar andare la presa" sul mondo e sulle sue situazioni. La posizione dell’Appeso rapportata nel diagramma strologico coincide con la quarta casa del Cancro, quella dell’eterna rinascita, quell’”uscire testa in avanti” tipica del parto..
Restare a testa in giù è faticoso, ma da quella posizione si vede il mondo in tutt'altra prospettiva: con più distacco... dalla terra.
Quando le cose sono più grandi di noi non resta che abbandonarci, senza timori e senza speranze, ed avere fede in un senso nascosto che prima o poi emergerà.

Il fato conduce chi vuol seguirlo, trascina chi s'oppone.
Si è sordi alla voce del dovere. Non si vuole fare lo sforzo o la fati-ca. Eppure è una rinuncia necessaria, e del resto improrogabile. Contrariamente alla carta diritta, che segnalava una rinuncia fatta a malincuore, la carta rovesciata implica un rifiuto, un rigetto. Ci si sente mancare la terra sotto i piedi e si resiste al cambiamento, eppure le cose devono pur seguire il loro corso. A ben vedere, la prospettiva a cui si resta legati è illusoria, così come l'ansia e la fatica che avvertiamo in certi momenti. La soluzione? Disciplinarsi!

giovedì 21 maggio 2009

IL FASCINO DI BRERA




C'è l'Accademia delle Belle Arti, famosa in tutto il mondo. Lo storico Bar Jamaica, i ristoranti per ricchi, gli antiquari, gli artisti di strada, i pittori, i fannulloni, i girovaghi ed i diversi, giovani uomini d'affari, finanzieri, poliziotti mendicanti e borderline frequentano la zona. Berlusconi con Emilio Fede si è seduto al tavolino da campo della cartomante monumentale vestita di rosso, che esibisce orgogliosa le foto, lei è lì da vent'anni o più e ne ha vista passare acqua sotto i ponti.
La magia di Brera, della Milano Celtica (risale alla fondazione mitica di Medhelanion, che serpeggia ancora nell'aria) è quel piccolo dedalo di vie che pare quasi distendersi in modo irregolare intorno al palazzo di Brera e conserva alcuni tratti distintivi che gli altri quartieri milanesi sono ben lungi dal presentare. In fondo, la zona è uno dei pochi tesori che la vecchia Milano ha lasciato in eredità dopo che il fascismo, i devastanti bombardamenti della seconda guerra mondiale e la successiva speculazione edilizia hanno assassinato il centro storico annientando per sempre l'anima autentica della città ambrosiana.
Tutti camminano in via Fiori Chiari, via Madonnina, Via Brera, via Del Carmine, Via San Carpoforo, cè qualche bicicletta, raramente qualche deficiente con la moto (è vietato il transito) .Chi cammina per queste vie, specialmente i turisti stranieri, può percepire in tal modo se non tutta, almeno gran parte dell'atmosfera della vecchia Milano.
Era chiamata un tempo "contrada de' Tett" (contrada de Tette nella carta di Marc'Antonio Dal Re del 1734). Il termine, indicando la parte per il tutto come avviene spesso nelle lingue popolari, si riferiva al gran numero prostitute alloggiate nelle case che si affacciavano sulla strada: donne compiacenti per poche lire, ben liete di esaudire le voglie dei clienti mettendo a disposizione i loro corpi generosi, quanto usurati. Esistono ancora ancora, ma non frequentano più Brera, troppo caro, hanno scelto la strada. Una maison intatta aspetta di essere ristrutturata. Pare che l'intero stabile, al numero 17, diventerà presto un piccolo ma elegante albergo a cinque stelle: era il casino della maitresse Wanda, che ispirò tra l'altro nel 1950 il libro “Addio Wanda” del maestro di Fucecchio. In quelle stanze si recavano Quasimodo , Buzzati e moltissimi giornalisti e pittori della boheme del dopoguerra. Un giovane rapper , Ianne, ha visitato le camere e l'atrio, è salito per la scalinata del peccato e ha gironzolato tra quegli ambienti ancora intatti, e ha poi composto insieme al giornalista Claudio Bernieri questo rap ispirato alla Wanda. Di queste famose donne ne hanno fatto anche un video, che trovate qui. http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=331
L'odore d'incenso di birra e di soffritto sparso sulla via, le candele lanterne e le fiaccole vicino alle insegne dei locali, le bancarelle ed i tavolini creano un'atmosfera soffusa. La presenza di astrologi e cartomanti, reduci combattenti* salvati da Rifondazione Comunista e L’Arcigay in via Fiori Chiari, dietro tavolini imbanditi di sfere pendoli e di carte colorate, contribuisce indubbiamente a render pittoresca la zona. Per contrasto, l'aristocrazia milanese viene qui a comprare quadri da 300,000 euro.
La zona ha ispirato poeti: Traduzione letterale di una poesia su Brera premio 1976 Poesia Milanese.



Brera.......


E i tò ringher, e certi cortilett,
sconduu per el pudor de fass vedè,
el va e ven su e giò per i stradett
sbirolent e senza marciapè
per ritrovà ona vitta che de sera
se respira solament a Brera,



e i tò color...Chi ven resta de stucch:
mì stess, che te conossi e sont di tò,
me guardi intorna come on mammalucch
e pensi: 'me se fà, come se pò
cambià quartier, andà lontan de tì?
Per mì saria la fin, l'è mej morì.



Per sto motiv hoo mai cambiaa de cà
e anca se me insebissen on castell
mai e poeu mai podaria lassà
Fior Chiar, el mè cortil che l'è inscì bell.
Perchè lontan de Brera anca Milan
me piasaria no. Tropp giò de man.


Brera

E le tue ringhiere, e certi cortiletti,

nascosti per il pudore di farsi vedere,

il viavai su e giù per le stradine,

dissestate e senza marciapiedi

per ritrovare una vita che di sera

si respira soltanto a Brera,



e i tuoi colori ... Chi viene resta di stucco:

io stesso, che ti conosco e sono dei tuoi,

mi guardo intorno come un mammalucco

e penso: come si fa, come si può

cambiar quartiere, andare lontano da te?

Per me sarebbe la fine, è meglio morire.




Cosa dice Emilio Fede?

"Cosa fare stasera. Il consiglio
Scoprire il futuro fra i cartomanti di via Fiori Chiari

----------------------------------------------------------------- Scoprire il futuro fra i cartomanti di via Fiori Chiari Ora che la stagione non fa piu' i capricci (almeno spero), quando il lavoro me lo permette ho un modo personale di passare la serata. All'aperto, fuori dalla Milano tradizionale: prima la cena in un ristorante di via Fiori Chiari, e poi una bella passeggiata fra i tavolini che riempiono la strada, a farsi leggere la mano o i tarocchi. Io ci vado spesso, prima di andare al Casino'. Oppure a chiedere come andra' il mio prossimo libro, se manterro' il posto da direttore al Tg4, se Berlusconi mi terra' ad Arcore... Scherzi a parte, ci sono poche cose che rilassano come passare il tempo a scoprire questo angolino di Brera. Gironzolare fra le bancherelle improvvisate dei venditori africani. E affidarsi ai cartomanti. Ogni sera ce ne sono almeno una ventina: ti siedi di fronte al tavolino, ed ascolti il racconto del tuo futuro. Dopodiche' uno e' padrone di crederci o meno. Sul Destino non abbiamo nessun potere. Ma la sorte terrena, quella dei tarocchi, dipende da te. Nel senso che assolutamente sei libero: se ti piace bene, senno' pazienza. In ogni caso, si puo' sempre chiudere in bellezza infilando una gelateria.

Fede Emilio


Pagina 53
(22 maggio 1998) - Corriere della Sera"




*Alcune persone insistono in vedere la malvagità, che portano loro stessi nel cuore, in tutto quello che fanno gli “altri”, specialmente se si tratta di astrologia e cartomanzia. Invece di vederlo per quello che è, ovvero un gioco raffinato ed innocuo, alcuni pensano che il Diavolo ci ha messo lo zampino, e tuonano con citazioni improbabili ad esempio che le le carte da gioco furono inventate in Francia nel 1392 per l’uso personale del Re Carlo VI quando era malato di mente (che non è vero) o che l’inventore delle carte da gioco era un uomo depravato e malvagio che si prendeva gioco di qualcuno (che è falso) . Le carte esistono dai tempi degli Egizi. Nei Paesi occidentali d’altro canto più del 90% delle persone si danno volentieri al gioco delle carte, come lo skat, il bridge, la canasta, il solitario, il poker, ecc. quindi queste persone di cui sopra hanno evidentemente urgente bisogno di uno psichiatra, se non riescono a capire un semplicissimo concetto. Esiste la libertà, la capacità di scegliere ed il libero arbitrio...

lunedì 18 maggio 2009

AFORISMI DI JIM MORRISON


Jim Morrison, poeta e cantante rock, nato l'8 Dicembre 1943, Sagittario Ascendente Acquario, Luna in Toro, Mercurio in Capricorno, Venere in Scorpione, Marte Urano congiunti (opposti al Sole) con Saturno in IV casa. Morto per overdose all'età di 28 anni. Il nome del gruppo Doors proviene da una citazione "Se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all'uomo come realmente è: infinita." (William Blake)

AFORISMI DI JIM MORRISON: Il mio più grande dolore è non poter far niente per la persona che amo.

Invece di sentirti in colpa o cercare delle scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente.



Alcuni dicono che la pioggia sia brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.

Ama ragazza, ama perdutamente e, se ti dicono l'amore è peccato, ama il peccato e sarai innocente.

Amare significa pensare intensamente a qualcuno, dimenticando sé stessi.

Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta.

Anche i fiori piangono, e ci sono stupidi che pensano sia rugiada.

A volte il vincitore è semplicemente chi non ha mai mollato.

Beato chi non avrà sogni da realizzare, perché non sarà mai deluso.

C'è il sacro terrore della morte, ma la morte è un fatto naturale, credo che la morte sia un'amica dell'uomo, perché mette fine a quel grande dolore che è la vita.

Cerca di essere sempre te stesso, così un giorno potrai dire di essere stato l'unico.

Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito… Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero. Si baratta la propria libertà per un ruolo. Si barattano i propri sensi per un atto. Si svende la propria capacità di sentire, e in cambio si indossa una maschera. Si può privare un uomo della sua libertà politica e non lo si ferirà – finché non lo si priverà della sua libertà di sentire. Questo può distruggerlo.


È il Sole ad inseguire la Luna, o la Luna ad inseguire il Sole? E il cielo si stancherà mai di far loro da terzo incomodo?

È meglio stare all'ombra e vedere la luce che stare alla luce e vedere l'ombra.

È meglio una fine disperata che una disperazione senza fine.

È nel momento in cui dubiti di volare che perdi per sempre la facoltà di farlo.

Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere.

Fra il bene e il male c'è una porta, e io l'aprirò!

Fuoco, cammina con me!

Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi.

Ho dato tutto ciò che potevo, sono poeta che racconta le sue storie e che canta i suoi versi. Se volete ascoltarmi tutti insieme, andremo lontano; se non vorrete ascoltarmi...


I dubbi te li crea la libertà.


I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.

Il futuro non esiste, è qualcosa che noi ricorriamo e, quando lo raggiungiamo, subito diventa presente e poi passato.


Il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai.


Il passaggio più importante della vita è quello tra due amici e due innamorati.


Incontrami per la città, mentre vago per la città, in cerca di qualcosa che non so, incontrami e sorridimi, poi va per la tua strada.

Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore. Io sono così perché rispecchio quello che ho dentro.

Io non sarò mai nessuno, ma nessuno sarà mai come me.

L'anima di una persona è nascosta in uno sguardo per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi.

L'unico modo per sentirsi qualcuno è sentirsi se stessi.

La mente mette i limiti, il cuore li spezza.

La notte è un pozzo nero dove intingo inchiostro per le mie poesie.


La perenne tentazione della vita è quella di confondere i sogni con la realtà.

La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.

La vera felicità non è in fondo a un bicchiere, non è dentro a una siringa: la trovi solo nel cuore di chi ti ama.

La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità. Apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite.

La vita è come un'autostrada: non finisce mai, ma ci si resta sempre vittima.

La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.

Le persone credono di essere libere, ma sono solo libere di crederlo.

Liberate l'amore o liberatevene per sempre!

Malinconia del passato, gioia del presente, pentimento del futuro... questa la vita.

Mi chiamano drogato perché mi faccio le canne, ma non sanno che la vera droga è la crudeltà dell'uomo.


Nella vita ci sarà sempre un bastardo che ti farà soffrire, ma sarà l'unica persona che riuscirai ad amare veramente.

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito.


Non amare per paura di soffrire è come non vivere per paura di morire.

Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio.

Non avere paura della morte, fa meno male della vita.

Non c'è notte tanto grande da non permettere al Sole di risorgere il giorno dopo.

Non cercare l'impossibile in questo mondo di pazzi, non vi è luogo dove tu possa rifugiarti, ma se trovi qualcuno che ami tienilo stretto perché ricorda: si nasce e si muore soli... tutto il resto è niente.

Non credere a chi ti dice "ti amo", ma a chi ti guarda negli occhi e tace.

Non dire mai che i sogni sono inutili perché inutile è la vita di chi non sa sognare.

Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.

Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente.

Non fuggire in cerca di libertà quando la tua più grande prigione è dentro di te.

Non ha importanza che una cosa sia vera, l'importante è crederci!

Non ho chiesto a nessuno di nascere, perciò lasciatemi vivere come voglio.

Non parlare mai di amore e pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocifisso.

Non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l'hai fatta eri felice.

Non piangere per chi non merita il tuo sorriso.

Non piangere per me che parto, ma pensa che se domani piove me ne sono andato a cercare il Sole.

Non piangere se un amico ti ha lasciato: solo quando ti avrà dimenticato potrai dire di averlo perso per sempre.

Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.

Non si può dire di aver vissuto se prima non si è provato ciò che è proibito.

Non tradire chi ti sorride: potrebbe avere la morte nel cuore e regalarti ugualmente un po' di vita.

Non vivere con la paura di morire, ma muori con la gioia di aver vissuto.

Non volevo nascere (e sono nato), non volevo vivere (e sto vivendo), ma quando morirò andrò in paradiso (perché l'inferno lo sto già vivendo).

Non è cercando di essere gli altri che si è se stessi.

Non è tanto dell'aiuto degli amici che abbiamo bisogno, ma del poter far affidamento su quell'aiuto.

Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.

Penso a me stesso come a un essere umano intelligente e sensibile, ma con l'anima di un pagliaccio, che mi costringe a distruggere tutto nel momento più importante.

Quando lei ti lascerà perché avrà trovato due occhi più belli dei tuoi, altre mani da stringere, un'altra bocca da baciare... non odiarla, ma ricorda i momenti che avete passato insieme e ringraziala... perché lei ti ha dato un poco della sua vita.

Quando ti sveglierai e non vedrai più il sole, o sarai morto o sarai tu il sole.

Questa notte non può durare in eterno, perché fra poco arriverà il mattino, ammesso che ci sia un domani.

Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.

Se ami qualcosa lasciala andare via, solo se torna sarà veramente tua.